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Gesù entrò nella città di Gerico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».  (Luca 19)

 
Questa pagina di Vangelo ci farà compagnia in questa nuova stagione che ci apprestiamo ad aprire. Certi che “dove passa il Signore, anche la strada si redime”. È una frase don Primo Mazzolari all’inizio di un suo libro intitolato proprio Zaccheo. Dove passa il Signore tutto si trasforma, dove si ferma a cercare il tuo sguardo, tutto fiorisce; dove capisci che stai a cuore a Lui, è da lì che si inizia a vivere.
È bella la strada per chi cammina, cantava Claudio Chieffo, e noi affezionati a Sant’Anna lo sappiamo. E bella la strada per chi va, è bella la strada che porta a casa… e dove ti aspettano già. Una nuova stagione che si apre, con i suoi tre mesi intensi, con i giorni pieni fatti di tanti sguardi e cuori da intercettare, da capire e da custodire, porta in sé sempre molte novità. È bella la strada che porta a casa… e dove ti aspettano già. 
Sant’Anna non è solo casa, Sant’Anna è luogo dell’oggi. Nel Vangelo che ci guiderà e dal quale abbiamo tratto il tema della stagione c’è questo avverbio di tempo “oggi”, che mi auguro possa diventare vero per tutti voi.
“oggi devo fermarmi a casa tua”. È quanto Gesù dice a Zaccheo ed è quanto dice a me e a tutti voi, per ricordarci che un uomo non può aderire a Cristo se non percepisce che Cristo è vero oggi! Gli incontri con persone che ci guardano e ci comprendono come Gesù ha guardato e compreso Zaccheo, e che noi possiamo guardare, sono i fatti più importanti della vita.
Zaccheo è piccolo, e vuole vedere il Signore che passa, e allora si arrampica sul sicomoro. Racconta Sant’Agostino “E il Signore guardò proprio Zaccheo. Zaccheo fu guardato, e allora vide». Colpisce, questo triplice vedere: quello di Zaccheo, quello di Gesù e poi ancora quello di Zaccheo, dopo essere stato guardato dal Signore. Lo avrebbe visto passare anche se Gesù non avesse alzato gli occhi ma non sarebbe stato un incontro. Avrebbe magari soddisfatto quel minimo di curiosità buona per cui era salito sull’albero, ma non sarebbe stato un incontro. 
Qui sta il punto: alcuni credono che la fede e la salvezza vengano col nostro sforzo di guardare, di cercare il Signore: Invece è il contrario: tu sei salvo quando il Signore ti cerca, quando Lui ti guarda e tu ti lasci guardare e cercare. Il Signore ti cerca per primo. E quando tu Lo trovi, capisci che Lui stava là guardandoti, ti aspettava Lui, per primo. Ecco la salvezza: Lui ti ama prima. E tu ti lasci amare. La salvezza è proprio questo incontro dove Lui opera per primo.
La nuova stagione che apre, sia allora per tutti un prendere coscienza che anche a Sant’Anna c’è già chi ci aspetta: il Signore. Perché ognuno di noi come Zaccheo possa essere guardato e a sua volta vedere nel profondo di sé stesso. Non sappiamo cosa abbia fatto Zaccheo poi nella vita… potrà averne fatte peggio di prima, ma nella sua vita la cosa che stava in mezzo all’anima, attorno a cui il cuore si avvinghiava, nella speranza e nel dolore, nel pentimento e nell’espiazione, era il ricordo di quell’istante, l’istante in cui quell’uomo lo guardò e gli disse: «Zaccheo». Saliamo a Sant’Anna allora, saliamo insieme per sentirci chiamare per nome dal Signore e riscoprire la
struggente nostalgia che abbiamo di Lui. C’è una canzone dei Savage Garden – | Knew I Loved You – duetto americano ormai sciolto (dell’epoca dei miei vent’anni) che parla dell’importanza di uno squardo “che finalmente arriva e porta con sè un senso di completezza… e nei tuoi occhi vedo i pezzi mancanti che sto cercando, e penso di aver trovato la mia via verso casa e sono completo ora che ti ho trovato...”. 
Saliamo allora per trovare ciò che ci manca, saliamo per trovare ciò che ci completa!

“Gesù, fissatolo, lo amò”

Marco 10, 21

Sacramento della Riconciliazione

E’ proprio lo sguardo d’amore di Gesù il motivo che rende ogni confessione un grande motivo di gioia e riconoscenza. 

Un’occasione in cui guardiamo la nostra vita con lo sguardo di Dio: è uno sguardo di verità e di misericordia. 

Possiamo riconoscere le cose belle, come il bene che abbiamo compiuto, e ringraziarne Dio; ed insieme i peccati, cioè il male che abbiamo deliberatamente commesso, per allontanarci da esso.

Al Santuario, ogni giorno, troverai dei sacerdoti disponibili per accostarti al Sacramento della Riconciliazione, momento qualificante per ogni autentico pellegrinaggio cristiano.

«E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva».

Marco 10,16

Benedizione dei bambini e delle famiglie

Ogni Domenica pomeriggio, nei mesi di luglio e agosto, al Santuario si svolge una speciale celebrazione pensata per i bambini e le loro famiglie. Sempre si invoca la protezione e lo sguardo materno di Sant’Anna, mamma di Maria e nonna di Gesù. 

Il Figlio di Dio venendo nel mondo, si è fatto bambino ed è cresciuto in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e agli uomini. Poi predicando il Vangelo, accoglieva i piccoli e li benediceva, ed esaltandone la dignità li proponeva come modelli di quanti cercano il regno di Dio. 

Oggi come allora i bambini hanno bisogno degli adulti per sviluppare le loro doti migliori sul piano intellettuale, oltre che le energie fisiche, e raggiungere felicemente la maturità umana e cristiana. Invochiamo su di loro e sulle famiglie la benedizione di Dio, perché da parte di tutti ci sia una particolare attenzione verso il mondo dei più piccoli.

Ogni Domenica pomeriggio, nei mesi di luglio e agosto, al Santuario si svolge una speciale celebrazione pensata per i bambini e le loro famiglie. Sempre si invoca la protezione e lo sguardo materno di Sant’Anna, mamma di Maria e nonna di Gesù. 

Il Figlio di Dio venendo nel mondo, si è fatto bambino ed è cresciuto in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e agli uomini. Poi predicando il Vangelo, accoglieva i piccoli e li benediceva, ed esaltandone la dignità li proponeva come modelli di quanti cercano il regno di Dio. 

Oggi come allora i bambini hanno bisogno degli adulti per sviluppare le loro doti migliori sul piano intellettuale, oltre che le energie fisiche, e raggiungere felicemente la maturità umana e cristiana. Invochiamo su di loro e sulle famiglie la benedizione di Dio, perché da parte di tutti ci sia una particolare attenzione verso il mondo dei più piccoli.

“Nei nostri sogni di giustizia, di pace, di solidarietà risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro”.

Giornata dei nonni e degli anziani

Papa Francesco nel 2021 ha istituito la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che viene celebrata proprio alla vigilia della memoria dei santi Anna e Gioacchino, nonni di Gesù.

Al Santuario, Domenica 24 luglio 2022, accoglieremo i nonni e gli anziani, per una giornata speciale con una benedizione e un ricordo da conservare. 

Leggi il messaggio del Santo Padre Francesco in occasione della I Giornata 

Festa di Sant'Anna

Il 26 luglio si celebra la festa dei Santi Anna e Gioacchino. Una giornata di festa scandita dalla tradizionale processione alla Rocca dell’Apparizione, la solenne Celebrazione Eucaristica internazionale all’aperto e altri appuntamenti speciali ogni anno.

Scopri il programma della giornata nella pagina Estate 2022.

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