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In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demoni; ma non permetteva ai demoni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo, infatti, sono venuto!». E andò per tutta la Galilea…

Marco (1,29-39)

Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce… eccoci immersi in una nuova stagione estiva al Santuario Sant’Anna di Vinadio. Nell’anno in preparazione al Giubileo del 2025 anche noi, seguendo l’invito del Santo Padre, approfondiremo il tema della preghiera e di dedicheremo ad essa l’estate 2024.

Maestro insegnaci a pregare! Nel Vangelo troviamo questa domanda che i discepoli pongono al Signore e, penso sia veramente “la domanda” da porre in maniera ininterrotta a Gesù. Anche dal Santuario di Sant’Anna! Non si finisce mai di imparare a pregare, non si finisce mai di mendicare dal Padre l’aiuto per poterci sentire abbracciati, sostenuti e accompagnati da Gesù. Ma è necessario incontrare il Signore e metterci sulle sue tracce. Ecco il tema! Si misero sulle Sue tracce. Dove era andato Gesù? Dove poterlo cercare e trovare?

Il brano che ci accompagnerà è posto all’inizio del Vangelo di Marco. Con poche battute e versetti l’evangelista lascia intendere l’intensa attività di predicazione compiuta da Gesù. «…entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli, infatti, insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi». (Mc 1,21)


Ora, dopo le grida dell’uomo posseduto da uno spirito impuro e il chiaro invito a tacere che Gesù stesso gli rivolge, improvvisamente anche il racconto evangelico si fa veramente più silenzioso. A scanso di parole, tuttavia, il racconto si riempie di gesti che parlano e che sembrano essere la risposta chiarissima alla domanda dell’indemoniato: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?».

Sono gesti che curano, che ristabiliscono persone sfinite e stanche, gesti che guariscono o consolano… gesti che fanno risplendere la luce nelle notti dell’uomo che, come ricorda Giobbe, notti di affanno mi sono state assegnate. Se mi corico dico: «Quando mi alzerò? La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba». (Gb 7,3-4).

 

Al calar del giorno, poco prima che scenda la notte, l’evangelista Marco annota che gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Portare quei malati prima che incomba la notte è già un gesto che richiama alla mente le parole di quei due discepoli che, raggiunti dal Risorto nel loro camminare sbilenco verso Emmaus, lo invitano a rimanere ancora con loro perché ormai si fa sera.

Portare tutte quelle persone da Gesù sul far della sera, fu come chiedere a Dio stesso, da quel giorno, di vegliare insieme con noi uomini e donne quando fatichiamo, quando siamo nella prova e nella sofferenza e quando tutto sembra non andare per il verso giusto… e i passi sono trascinati e lenti.

Non abbiamo cosa migliore da chiedere a Dio di restare sempre con noi in ogni ora, di giorno come di notte. Nelle notti che viviamo – quando probabilmente ci sembra anche di non saper più pregare o quando ancora ci chiediamo se le nostre preghiere siano giuste oppure no… è Gesù stesso ad alzarsi di buon mattino a pregare, è il Figlio di Dio che si rivolge al Padre. 

 

Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Certo, a noi, fragili, smarriti e impauriti, ci parrà sempre che Dio si sia improvvisamente assentato dalle nostre vicende; a volte ci sembrerà perfino d’essere stati abbandonati o dimenticati. Come una sentinella nella notte, Gesù veglia perché Egli – che è la Luce – sa che le tenebre non prevarranno. I suoi discepoli, questi uomini da Lui chiamati perché stessero con lui e che in modo chiarissimo sembra fare da trait-d ’union tra Gesù stesso e le miserie umane, ci danno un suggerimento: si misero sulle sue tracce. 

È un altro modo per dirsi discepoli, seguire passo-passo quanto Gesù stesso ha fatto perché l’umanità smarrita possa non solo rivedere il giorno ma ritrovare la strada. È sempre tempo per mettersi sulle Sue tracce. È quanto proveremo a fare nei prossimi mesi insieme a voi. Vi aspettiamo e vi auguriamo un buon cammino… sulle trecce giuste!

“Gesù, fissatolo, lo amò”

Marco 10, 21

Sacramento della Riconciliazione

E’ proprio lo sguardo d’amore di Gesù il motivo che rende ogni confessione un grande motivo di gioia e riconoscenza. 

Un’occasione in cui guardiamo la nostra vita con lo sguardo di Dio: è uno sguardo di verità e di misericordia. 

Possiamo riconoscere le cose belle, come il bene che abbiamo compiuto, e ringraziarne Dio; ed insieme i peccati, cioè il male che abbiamo deliberatamente commesso, per allontanarci da esso.

Al Santuario, ogni giorno, troverai dei sacerdoti disponibili per accostarti al Sacramento della Riconciliazione, momento qualificante per ogni autentico pellegrinaggio cristiano.

«E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva».

Marco 10,16

Benedizione dei bambini e delle famiglie

Ogni Domenica pomeriggio al Santuario si svolge una speciale celebrazione pensata per i bambini e le loro famiglie. Sempre si invoca la protezione e lo sguardo materno di Sant’Anna, mamma di Maria e nonna di Gesù.

Il Figlio di Dio venendo nel mondo, si è fatto bambino ed è cresciuto in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e agli uomini. Poi predicando il Vangelo, accoglieva i piccoli e li benediceva, ed esaltandone la dignità li proponeva come modelli di quanti cercano il regno di Dio. 

Oggi come allora i bambini hanno bisogno degli adulti per sviluppare le loro doti migliori sul piano intellettuale, oltre che le energie fisiche, e raggiungere felicemente la maturità umana e cristiana. Invochiamo su di loro e sulle famiglie la benedizione di Dio, perché da parte di tutti ci sia una particolare attenzione verso il mondo dei più piccoli.

Ogni Domenica pomeriggio al Santuario si svolge una speciale celebrazione pensata per i bambini e le loro famiglie. Sempre si invoca la protezione e lo sguardo materno di Sant’Anna, mamma di Maria e nonna di Gesù. 

Il Figlio di Dio venendo nel mondo, si è fatto bambino ed è cresciuto in sapienza, età e grazia, davanti a Dio e agli uomini. Poi predicando il Vangelo, accoglieva i piccoli e li benediceva, ed esaltandone la dignità li proponeva come modelli di quanti cercano il regno di Dio. 

Oggi come allora i bambini hanno bisogno degli adulti per sviluppare le loro doti migliori sul piano intellettuale, oltre che le energie fisiche, e raggiungere felicemente la maturità umana e cristiana. Invochiamo su di loro e sulle famiglie la benedizione di Dio, perché da parte di tutti ci sia una particolare attenzione verso il mondo dei più piccoli.

“Nei nostri sogni di giustizia, di pace, di solidarietà risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro”.

Giornata dei nonni e degli anziani

Papa Francesco nel 2021 ha istituito la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani che viene celebrata proprio nella domenica più vicina  alla festa dei santi Anna e Gioacchino, nonni di Gesù.

Al Santuario accoglieremo i nonni e gli anziani per una giornata speciale con una benedizione e un ricordo da conservare.

Festa di Sant'Anna

Il 26 luglio si celebra la festa dei santi Anna e Gioacchino. Una giornata scandita dalla tradizionale processione alla Rocca dell’apparizione, la solenne celebrazione dell’Eucaristia e altri appuntamenti speciali ogni anno.

Preghiere

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